Monologo per Maria Antonietta

Tecnichediastrazionedelcorpo

Questo scritto è parte di un monologo più esteso chiamato Il pasto, monologo per signora o l’elogio della sofistica matricida

Cos’è la rivoluzione? Un atto barbarico e algido che porta alla sciatteria. Testa, mia testa, così spettinata hai deciso di cadere lontana, aiutata dalle grida della folla, che manca di pane, ma riesce ancora ad aver forza per gridare. Come se io nelle mia elegante esistenza non avessi fatto altro che nutrirmi e nutrirmi. A volte ho anche digiunato, sai? Quand’ero incinta. Ed ora? Morire, dormire, forse mangiare. Dove sono le vesti sporche di glassa? L’odore di zucchero a velo credo sia rimasto tra i capelli e se avessi una bocca mangerei la mia testa, cercando di non sporcare il sangue della ghigliottina. Eppure la regalità mi donato tanto, anche qualche chilo di troppo. Io sono così arida, in questi giorni. Dimmi dov’eri, testa, mentre la rivoluzione ti desiderava, forse…

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